Bonsai di Eleagnus Pungens

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Il Bonsai di Eleagnus Pungens non compare molto spesso in mostre bonsai, se non in versione shohin, tuttavia è una pianta che regala grandi soddisfazioni in breve tempo.

Bonsai di eleagnus pungens

NOME LATINO

Elaeagnus pungens

DIFFICOLTÀ

STILI ADATTI

Praticamente tutti, tranne il Bunjin

L’Eleagnus Pungens è utilizzato molto in aiuole e giardini nelle città e, talvolta viene coltivato in forma bonsai perché ha delle potenzialità importanti a livello di ramificazione e miniaturizzazione delle foglie, oltre che per i suoi frutti invernali.

Le caratteristiche principali dell’Elaeagnus pungens sono la robustezza e la facilità di modellazione. Le foglie, i frutti, il tronco, ogni aspetto lo rende una specie meravigliosamente adatta per essere trasformata in bonsai.

Purtroppo, la difficoltà di vedere l’Eleagno con i frutti scoraggia molti degli amatori a coltivare questa fantastica essenza. Tuttavia le particolarità di questi alberi, come la corteccia che diventa quasi nera con la maturità, sono spettacolari e, se curati adeguatamente, possono dare grandi soddisfazioni anche nella fruttificazione.

In arte bonsai, gli stili a cui maggiormente si adatta sono: eretto informale, inclinato, prostrato e a cascata. Oltre all’Elaeagnus pungens, specie di origine giapponese, le specie più diffuse nel nostro Paese sono l’angustifolia e la multiflora.

COLTIVAZIONE DEL BONSAI DI ELEAGNUS PUNGENS

ESPOSIZIONE

Il bonsai di Eleagnus ama il sole pieno, ma è bene riparare la pianta dal freddo intenso e sottozero. La pratica più utilizzata durante l’inverno è la coibentazione del vaso per evitare le gelate.

SUBSTRATO

Il substrato per questa pianta può essere composto da Akadama 80% e terriccio universale al 20% garantendo un fondo drenante con uno strato di pomice grossolana.

RINVASO

Il rinvaso di questa specie andrà effettuato ogni 2-3 anni all’inizio della primavera, un po’ più tardi nelle specie sempreverdi. Il momento perfetto per questo tipo di operazione è quando i germogli cominciano a risvegliarsi. Per evitare danni all’apparato radicale è bene riparare la pianta per i primi tempi finché non avrà superato l’operazione. Prestare molta attenzione ai cali di temperatura in questo periodo.

ANNAFFIATURA

Durante la stagione vegetativa l’Eleagnus va annaffiato abbondantemente, in particolare se la chioma è ben sviluppata. In autunno-inverno l’apporto idrico cala notevolmente, ma facendo attenzione che il terreno non secchi. Una mancanza d’acqua causa la caduta delle foglie con conseguente perdita anche dei fiori e dei frutti.

CONCIMAZIONE

I tipi di concimazione sono diversi a seconda della fase di vita della pianta. Se la pianta è giovane e deve aumentare la chioma, il diametro del tronco e dei rami si somministra un concime più azotato. Se la pianta è già stata lavorata da alcuni anni e deve sviluppare la ramificazione interna, i fiori e frutti si preferisce un concime a più alta concentrazione di potassio e fosforo. Si somministra il fertilizzante in primavera ed in autunno prediligendo un concime organico a lenta cessione in modo da garantire un nutrimento costante e stimolare efficacemente la fruttificazione. Utilizzando la “cornunghia” si ottengono più facilmente i frutti.

POTATURA

La potatura è una tecnica alquanto delicata in quanto deve prendere in considerazione diversi aspetti. In fase di formazione, se si vogliono raggiungere diametri interessanti, i rami vanno fatti crescere senza potatura per almeno un anno. Se si vogliono vedere i frutti è consigliabile evitare la potatura invernale, in quanto l’Eleagno fiorisce in autunno portando a maturazione i frutti all’inizio dell’inverno e mantenendoli fino a primavera. Se si vuole aumentare la fioritura dell’anno successivo è, invece, necessario potare due volte: una volta dopo la fioritura e una seconda volta alla fine dell’estate. Se l’obiettivo è avere foglie più piccole, si può procedere ad una defogliazione in maggio, ma solamente se la pianta è in salute e non è stata rinvasata in quell’anno. È bene tenere a mente, in caso si debba portare la pianta in mostra, che la defogliazione preclude la fioritura e la conseguente fruttificazione nella stagione successiva.

L’Elaeagnus è soggetto a ritiri di linfa che possono far morire le gemme più vicine al taglio effettuato, perciò è indispensabile applicare matrice cicatrizzante sulle grosse ferite.

EDUCAZIONE

I rami dell’Eleagno sono flessibili anche quando hanno un diametro di grandi dimensioni, anche se il consiglio è quello di utilizzare dei tiranti che favoriscono la piegatura. Inoltre, a causa della crescita vigorosa dei germogli più giovani, è bene controllare periodicamente che il filo applicato non crei cicatrici sulla corteccia.

L’avvolgimento sui bonsai di Elaeagnus pungens può essere effettuata durante tutto l’anno, ma se si è effettuata la defogliazione in maggio è preferibile scegliere quel periodo in quanto la mancanza di foglie favorisce l’avvolgimento.

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    Di |2023-03-21T18:55:41+00:0018 Marzo 2022|Commenti disabilitati su Bonsai di Eleagnus Pungens
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